L'Italia della larga banda in serie B

Preoccupante. Questo, in estrema sintesi, il quadro della rete in larga banda delineato dall'AGCOM nella Relazione Annuale 2011 illustrata dal Presidente Calabrò al Parlamento il 14 giugno scorso. Mentre il Paese fa progressi negli accessi ad Internet, arrivati a quota 37 milioni di utenti connessi alla rete (+12% rispetto al 2010) di cui 13,3 milioni in broadband, retrocede invece sul fronte degli investimenti per il futuro della rete.

Il decollo di Internet, che ci fa lentamente avvicinare all' "Europa", è trainato dai device mobili: smartphone e chiavette totalizzano quasi 17 milioni di utenti attivi. E' sul fronte della penetrazione della rete fissa a banda larga che si registrano i gap più evidenti rispetto all'Europa: la percentuale di abitazioni connesse alla banda larga (sia fisso che mobile) è inferiore al 50% a fronte di una media UE del 61,7%. 'Esiste - dice Calabrò - ancora un 4% di digital divide da colmare, cui si aggiunge circa il 18% della popolazione servita da ADSL sotto i 2 Mbit/s'. Siamo sull'orlo di della retrocessione in serie B. E questo potrebbe precludere all’Italia la possibilità di estendere il servizio universale alla banda larga'.
 
Manca, dice l'Authority, una Agenda Digitale Nazionale, e gli operatori non trovano un accordo per investire insieme nelle reti di nuova generazione.
 
La speranza è riposta nella Cassa Depositi e Prestiti a cui si chiede di essere il nuovo IRI in grado di sostenere la trasformazione dell'Italia in un paese "digitale", non solo rispetto all'obiettivo dell'abbattimento del digital divide, ma 'facendo da starter e booster per gli investimenti nell'alta velocità trasmissiva'.
La Relazione completa e la presentazione del Presidente Calabrò sono disponibili sul sito dell'AGCOM.

 

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