Capitolo 2: Le policy

A partire dalla strategia di Lisbona, gli orientamenti europei hanno introdotto nel policy making nazionale e regionale i temi dell’innovazione e della Società dell’Informazione , sottolineando il legame e le interdipendenze tra gli obiettivi di sviluppo e crescita, le leve dell’innovazione, i fattori abilitanti in termini di modernizzazione della Pubblica Amministrazione e diffusione dell’innovazione tecnologica nelle dimensioni pubblica innanzitutto, del sistema di impresa, della società. Da questo punto di vista l’attore pubblico e le pubbliche amministrazioni hanno trovato una nuova centralità come centri di governo di un sistema complesso come quello dell’innovazione, in cui le policy devono combinare efficacemente leve di intervento diversificate.
 
Il ruolo della PA entro il sistema dell’innovazione è molto più ampio e complesso rispetto ad una logica input-output. Non è sufficiente immettere risorse nel sistema ma occorre agire per influenzare positivamente i processi sociali di creazione e trasferimento della conoscenza, che significa capitale umano, sistema di impresa, condizioni infrastrutturali, quadro regolamentare. A questo si aggiungono gli interventi diretti e in particolare la spesa pubblica in RST (Ricerca e Sviluppo Tecnologico) e l’investimento della PA in ICT. Alcuni di questi interventi attengono a livelli centrali di governo, ma la maggior parte rientrano nella sfera di azione dei livelli regionali.
 
Questo approccio complesso all’innovazione ha trovato una sua matura espressione proprio nella programmazione regionale che ormai, dalla stagione 2000-2006, ha trovato negli strumenti di programmazione comunitaria una cornice unificante delle policy per l’innovazione. Le regioni, allo scopo di ragionare in termini di coerenze e complementarietà degli strumenti di programmazione per finalizzare le risorse, sia comunitarie che nazionali e regionali, hanno maturato una visione strategica delle policy per l’innovazione, che si concretizzano sia come policy autonome nelle tre articolazioni della ricerca, dell’innovazione tecnologica e della Società dell’Informazione , sia come terreno comune delle policy di settore, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo delle ICT.
 
Nel Rapporto l’ambito di analisi è circoscritto alla Società dell’Informazione, evidenziando in particolare il ruolo dell’attore pubblico in particolare per quanto riguarda gli input diretti: investimenti ICT, reti, modernizzazione e reingegnerizzazione della PA.
 
L’attuale programmazione per la Società dell’Informazione è caratterizzata soprattutto dall’aggiornamento delle strategie regionali, che hanno seguito a cascata l’adozione dei programmi operativi POR FESR, definendo in maniera più puntuale gli obiettivi propri della PA in termini di modernizzazione, re-engineering ed e-government.
Coerentemente con le priorità definite a livello comunitario, le politiche per l’innovazione e la Società dell’Informazione sono tra le politiche basilari in cui si articolano le strategie regionali. Tutte le regioni hanno un asse specifico della programmazione sul POR 2007-2013 sui temi dell’innovazione e della Società dell’Informazione, spesso legati a quella della ricerca e della competitività. Una ulteriore conferma che, nelle regioni, sia maturato un approccio sistemico: dalla prima enfasi sull’e-government che ha caratterizzato gli anni 2000, quando comunque la priorità era l’informatizzazione “di base” (della PA innanzitutto, della società, del tessuto produttivo), oggi le priorità e gli obiettivi si spostano verso la costruzione della società della conoscenza con l’attenzione sui contenuti e sui driver di competitività (innovazione, ricerca, cittadinanza digitale) piuttosto che sulla strumentazione.
 
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Cap 2: Le policy per la Società dell'Informazione

 
 
 
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