Capitolo 5: L’infrastrutturazione del territorio: la banda larga

Il tema della banda larga, e quello speculare del digital divide, costituiscono attualmente il “tema dei temi” nelle policy per l’innovazione: l’accesso alla rete per tutta la popolazione, Internet ad alta velocità per istituzioni, cittadini e imprese, la possibilità di connettersi dovunque e con qualunque device, sono obiettivi strategici delle politiche a tutti i livelli di governo: in Europa la Digital Agenda chiede ai Governi di impegnarsi per portare nei prossimi tre anni al 100% della popolazione l’accesso alla rete, e la banda ultra larga al 50% della popolazione con orizzonte 2020, come condizione primaria per realizzare quello sviluppo sostenibile, inclusivo e basato sull’economia della conoscenza che è alla base di Europa 2020
 
La connettività a banda larga, scrive la Commissione[1], riveste un ruolo centrale ai fini dello sviluppo, dell’adozione e dell’impiego delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) nell’economia e nella società. L’importanza strategica della banda larga consiste nella sua capacità di accelerare il contributo di queste tecnologie alla crescita e all’innovazione in tutti i comparti economici nonché alla coesione sociale e regionale. La banda larga è quindi al centro delle politiche di sviluppo e competitività dell’Europa e, al contrario di quanto è avvenuto nel nostro Paese, è stata indicata come investimento prioritario in funzione anti-ciclica, come acceleratore della ripresa nelle economie depresse dalla crisi mondiale. Nel Recovery Plan del novembre 2008[2] la Commissione ha ribadito l’importanza della strategia per la banda larga: per dare impulso agli investimenti europei in settori strategici; per sostenere l’economia nel breve termine e, nello stesso tempo, con un orizzonte di lungo periodo, dotare l’Europa delle infrastrutture essenziali per una crescita economica durevole e sostenibile. In questo ha ribadito la necessità di portare Internet ad alta velocità a tutti i cittadini entro il 2010.
 
Come è noto, il nostro Paese sconta a questo riguardo dei ritardi strutturali in termini di sviluppo della rete, che rendono anche l’obiettivo minimo (la banda larga universale) un obiettivo impegnativo nel termine - ormai arrivato - del 2010, e rendono particolarmente urgente una strategia per la realizzazione di una moderna infrastruttura di rete in fibra ottica in grado di portare la banda ultra larga in tutte le zone del Paese. Si tratta di due diversi ordini di problemi che tuttavia richiedono un approccio integrato e sistemico: da un lato occorre intervenire per azzerare in tempi brevi il digital divide infrastrutturale e rendere la rete accessibile almeno con una banda minima di 2 Mbps (tramite le diverse tecnologie disponibili), dall’altro occorre ragionare per realizzare una rete NGN (Next Generation Network) in fibra ottica per non trovarsi impreparati al futuro (il futuro digitale dover servizi avanzati viaggeranno su Internet e richiederanno alte disponibilità di banda) e rendere anche il nostro Paese una “fiber nation” sulla scorta delle economie più avanzate. Nel primo caso si può ragionare sull’esistente, ma con il rischio di perdere di vista l’obiettivo finale della rete in fibra.
 
Non si tratta certamente di partire da zero: negli anni, e significativamente in anni recenti, sia lo Stato che le Regioni e gli Enti Locali, così come gli operatori di mercato, hanno realizzato iniziative importanti ma, spesso, senza una comune regia in grado di mettere a fattore comune investimenti e progetti. La situazione è quindi a macchia di leopardo, con limitate aree del Paese interamente cablate in fibra ottica, molte aree in cui non arriva ancora un servizio di connettività di base[3] ed il resto con copertura differenziata.
 
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Cap 5: L’infrastrutturazione del territorio: la banda larga

 


[1] Orientamenti comunitari relativi all’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga, Comunicazione della Commissione Europea (2009/C 235/04)
[2] European Economic Recovery Plan (IP/08/1771, MEMO/08/735)
 
[3] Secondo la raccomandazione ITU-T I.113 (06/97) sono collegamenti in banda larga quelli con capacità trasmissiva minima di almeno   2Mbps.

 

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